L’Appartenenza
L’appartenenza non è un luogo fisico, né qualcosa che si perde quando si parte.
È uno spazio interiore che può indebolirsi, frammentarsi, o restare in attesa.
Questi percorsi nascono per riattivare piccoli punti di contatto con ciò che fa sentire “a casa”, anche quando la casa non è più evidente.
Possono essere attraversati singolarmente, senza ordine e senza continuità.
Radici mobili
Radici mobili è uno spazio breve di ascolto per chi vive lontano dai propri luoghi di origine, ma sente che l’appartenenza non coincide più con un punto fisso.
Non lavora sulla nostalgia, né sul ritorno.
Accompagna invece il riconoscimento di ciò che resta, si trasforma e continua a nutrire, anche nel movimento.
Può essere attraversato da solo. Non richiede continuità.
Terra interiore
Terra interiore è un micro-percorso dedicato a chi sente di aver perso un terreno sicuro sotto i piedi, pur continuando a funzionare nella vita quotidiana.
Non cerca stabilità esterna, ma aiuta a riconoscere uno spazio interno abitabile, anche in assenza di certezze o coordinate familiari.
Può essere attraversato da solo. Non richiede continuità.
Lingua madre
Lingua madre è uno spazio di riavvicinamento alla propria voce, quando parlare, spiegarsi o raccontarsi sembra diventato faticoso o impreciso.
Non lavora sulla comunicazione efficace, ma sull’ascolto di ciò che chiede di essere detto senza adattarsi o tradirsi.
Può essere attraversato da solo. Non richiede continuità.
Restare
Restare è un micro-percorso per chi sente il bisogno di fermarsi, anche solo interiormente, senza dover prendere decisioni o cambiare direzione.
Non invita all’azione né alla scelta, ma apre uno spazio in cui è possibile stare, senza giustificarsi e senza produrre risultati.
Può essere attraversato da solo. Non richiede continuità.
